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Bengalina: cos'è il tessuto e perché si usa nei pantaloni
Cos'è la bengalina, com'è fatta la sua nervatura, perché regge la forma di un pantalone meglio di altri tessuti e come si lava senza deformarla.
Martino Menegazzo· 4 min di lettura

In breve
- La bengalina è un tessuto a nervature trasversali: righe in rilievo che corrono da un lato all'altro e gli danno struttura.
- La nervatura le dà corpo e l'elastan le dà ritorno: consistenza ed elasticità non sono in contrasto.
- Quasi sempre contiene elastan, quindi si allunga: sulle schede dei nostri pantaloni le misure sono indicate alla massima elasticità.
- Va lavata a 30 gradi e stesa subito: è un tessuto che prende la piega dove lo lasci, e la centrifuga lunga gliela imprime.
- Non va confusa con il velluto a coste: le coste del velluto sono verticali e pelose, le nervature della bengalina sono trasversali e lisce.
La bengalina è uno di quei tessuti che quasi tutte hanno addosso senza saperlo. Se hai un pantalone che dopo otto ore ha ancora la sua forma, che non fa le borse alle ginocchia e che però non ha mai stretto, è molto probabile che sia bengalina. In questo articolo vediamo com'è fatta, perché funziona così bene sui pantaloni e come si lava senza rovinarne la struttura.
Com'è fatta la bengalina
La caratteristica che definisce la bengalina è la nervatura trasversale: piccole righe in rilievo che corrono da un lato all'altro del tessuto. Non è una decorazione, è struttura. Quelle righe nascono dal modo in cui la trama è più grossa dell'ordito, e il risultato è un tessuto compatto che ha una direzione.
Il nome viene dal Bengala, e in origine indicava un tessuto di seta con questa costruzione. Oggi la bengalina che troviamo nell'abbigliamento è quasi sempre una miscela: viscosa, poliammide ed elastan, oppure cotone ed elastan.
Sui nostri Pantaloni Crop in Bengalina Elasticizzata la composizione è 68% viscosa, 27% poliammide e 5% elastan. La viscosa dà la caduta, la poliammide la resistenza, l'elastan il movimento.
Perché regge la forma di un pantalone
Questo è il punto che rende la bengalina interessante, e vale la pena spiegarlo bene perché è controintuitivo.
Si tende a pensare che un tessuto debba scegliere fra tenere la forma ed essere comodo. In realtà sono proprietà diverse e possono convivere: quanto un tessuto è rigido a flessione, quanto si allunga sotto tensione e quanto bene torna indietro sono tre cose distinte.
La bengalina sta in una combinazione utile. La nervatura le dà corpo, quindi il tessuto ha una sua consistenza e non si affloscia; l'elastan che quasi sempre porta dentro le dà allungamento e ritorno. Il risultato pratico è un pantalone che si adatta quando ti siedi e che a fine giornata ha ancora la sua forma.
È una qualità diversa da quella della viscosa pura, che scende benissimo ma non tiene niente, e da quella del lino, che ha struttura ma si sgualcisce guardandolo.
Le misure alla massima elasticità
Una cosa che noterai sulle schede dei capi in bengalina e che altrove non c'è: la dicitura "massima elasticità" prima delle misure.
Non è un dettaglio burocratico. Su un tessuto elasticizzato la circonferenza a riposo e quella del capo tirato sono due numeri diversi, e servono a cose diverse: quella a riposo dice come il capo sta quando non lo sollecita niente, quella massima dice fin dove può arrivare. Nessuna delle due sostituisce l'altra, e sapere quale stai leggendo è la parte che conta. I Pantaloni Crop in Bengalina Elasticizzata riportano 115 cm di circonferenza vita e 140 di fianchi nella S/M alla massima elasticità, 120 e 158 nella L/XL, 125 nella XL/XXL.
Quel numero va confrontato con la tua misura a corpo, e va lasciato un margine: un capo indossato alla sua massima elasticità è un capo che tira. La regola che diamo in come scegliere la taglia vale anche qui, con l'accortezza in più che il margine sull'elasticizzato serve più che altrove.
Come si lava
Semplice, con una accortezza.
Semplice: 30 gradi, centrifuga bassa, niente ammorbidente in eccesso (appesantisce l'elastan e nel tempo gli toglie ritorno).
L'accortezza: tirarla fuori subito. La bengalina prende la piega dove la lasci, e la prende nella nervatura, dove poi è difficile toglierla. Un pantalone lasciato accartocciato in lavatrice per mezza giornata esce con delle pieghe trasversali che il ferro attenua ma non cancella del tutto. Stesa subito, invece, quasi non ha bisogno di ferro.
Se hai dubbi sul singolo capo, i simboli di lavaggio sull'etichetta restano l'ultima parola.
Bengalina e velluto a coste: non confonderli
Capita spesso, perché entrambi hanno una superficie rigata.
| Bengalina | Velluto a coste | |
|---|---|---|
| Direzione delle righe | Trasversale | Verticale |
| Superficie | Liscia | Con pelo |
| Peso | Medio | Medio pesante |
| Stagione | Tutto l'anno | Autunno inverno |
La prova pratica è il tatto: passa la mano sul tessuto. Se senti il pelo, è velluto. Se senti una rigatura liscia in rilievo, è bengalina.
Quando sceglierla
La bengalina è il tessuto giusto quando ti serve un pantalone che stia in piedi da solo: per l'ufficio, per una giornata lunga, per un capo che deve sembrare in ordine anche alla sesta ora. Ne parliamo anche in come vestirsi per l'ufficio e per un colloquio, perché è esattamente il contesto in cui la tenuta del tessuto si nota.
Non è invece il tessuto per un capo che deve fluttuare: per quello servono viscosa o lyocell, di cui abbiamo parlato in lyocell e tencel.
Trovi i pantaloni della stagione in pantaloni, oppure passa in uno dei nostri punti vendita: la nervatura della bengalina è una di quelle cose che si capiscono in un secondo toccandola e in tre paragrafi leggendola.
Domande frequenti
Argomenti
- Bengalina
- Tessuto per pantaloni
- Nervatura trasversale
- Viscosa elasticizzata
- Elastan

Scritto da
Martino Menegazzo
Fotografo e responsabile ecommerce
Fotografo professionista e uno dei figli di Valeria, Martino segue il lato ecommerce e quello creativo di Periodico. Cura le campagne, gli scatti dei capi e tutto quello che del brand vive online. Quando non è in atelier a Signa, è dietro una macchina fotografica.

