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Come si misura un capo steso, e perché conta più della taglia

Come si misura un capo steso, quali misure servono per maglie, pantaloni e gonne, e perché il confronto con un capo che hai già è il metodo più affidabile.

Martino Menegazzo· 6 min di lettura

Come si misura un capo steso, e perché conta più della taglia

In breve

  • Le misure del capo steso si prendono sul capo, non sul corpo: le circonferenze si raddoppiano, le lunghezze no.
  • È l'unico dato confrontabile fra marche diverse, perché una taglia L non vuol dire niente di preciso.
  • Non esiste una misura che risolva tutto: ogni tipo di capo ha le sue, e vanno confrontate con misure omologhe.
  • Non esiste una tabella di centimetri valida per ogni tessuto: le circonferenze indicano una direzione, la prova indossata decide.
  • Su un tessuto elasticizzato la misura è spesso data alla massima elasticità, che è il capo tirato: lì il margine serve più che mai.

Questa è probabilmente la cosa più utile che possiamo spiegare, ed è anche quella che diciamo più spesso al bancone: smetti di guardare la taglia e comincia a guardare i centimetri. Non è un consiglio da addetti ai lavori, è un modo di comprare che funziona e che si impara in dieci minuti. In questo articolo lo mettiamo per iscritto.

Cos'è, esattamente

Quando su una nostra scheda leggi "148 cm circonferenza seno", non stiamo dicendo che il capo va bene a chi ha 148 cm di torace. Stiamo dicendo che il capo, misurato da fermo, ha 148 cm di circonferenza in quel punto.

Si ottiene così, per il torace di un capo: si appoggia il capo in piano, senza tirarlo, si misura da cucitura a cucitura appena sotto le maniche, e si raddoppia.

Due precisazioni, perché il raddoppio non è sempre valido. Funziona su un capo simmetrico, misurato nel punto giusto, dove davanti e dietro sono uguali; su un capo con sovrapposizioni, spacchi o tagli asimmetrici è una stima. E non tutte le misure sono circonferenze: lunghezza, larghezza spalle e lunghezza manica sono misure lineari e non si raddoppiano.

Perché la taglia non basta

Una taglia è un'etichetta, non una misura. Non esiste uno standard che obblighi due marche a intendere la stessa cosa per L, e nella pratica non la intendono. Fra due capi marcati L la differenza può essere di venti centimetri di circonferenza.

Sulle taglie comode il problema si amplifica, perché le curve di crescita fra una taglia e l'altra variano molto: certe marche allargano soprattutto sul busto, altre sui fianchi, altre aggiungono lunghezza. Due capi della stessa taglia possono vestire in modi completamente diversi.

Una circonferenza in centimetri non ha questo problema. È un fatto, e si confronta con qualunque cosa.

Non esiste un numero solo: dipende dal capo

Qui va corretta una semplificazione che gira spesso, anche detta da noi in passato: non c'è una misura che da sola risolva tutto. Una circonferenza fianchi non dice niente su quanto spazio c'è sul seno, sul braccio o su quanto si riesce a camminare.

Quello che serve è sapere quali misure guardare per quel tipo di capo.

Capi che si infilano dalla testa e scendono (maglie, casacche, abiti ampi): circonferenza seno, circonferenza al punto più largo del corpo, lunghezza e giro manica. Il seno conta anche sui capi ampi: se il capo non ci passa sopra, il resto non serve.

Camicie e capi aperti davanti: le stesse, più la larghezza delle spalle se il capo ha una spalla costruita.

Pantaloni: vita a riposo e vita estesa se il tessuto è elasticizzato, fianchi, coscia se il modello è ampio, e lunghezza. La vita è quella che decide la comodità da seduta.

Gonne: vita, fianchi, e soprattutto la circonferenza sul fondo o l'apertura, che è quella che dice se ci si cammina.

Confronta misure omologhe, prese nello stesso punto e nello stesso modo. Un fianco misurato a metà capo e uno misurato sull'orlo non sono lo stesso dato.

E quanto margine lasciare?

Qui serve onestà: non esiste una tabella di centimetri valida per ogni tessuto e ogni taglio. Un jersey che si allunga e un cady rigido con la stessa circonferenza vestono in modo completamente diverso, e lo stesso margine può essere abbondante su uno e insufficiente sull'altro.

Quello che si può dire è la direzione. Più il tessuto è rigido, più margine serve. Più il capo deve stare sopra qualcos'altro, più margine serve. E su un capospalla il margine non si calcola sul corpo, si calcola su quello che ci va sotto.

Un esempio concreto invece di una regola: il Cappotto-Bomber Foderato ha 200 cm di circonferenza fianchi contro i 184 della Maglieria Over Scollo a V. Sedici centimetri di differenza sulle circonferenze sono un punto di partenza incoraggiante, non una conferma: prima di dire che l'abbinamento funziona bisogna provarlo chiuso, sedendosi e allungando le braccia, perché è lì che un capospalla si scopre stretto. Il Chiodo Svasato in Dainetto, con 142 cm nella M contro gli stessi 184, è invece chiaramente fuori discussione.

Ne parliamo per esteso nella guida agli strati autunnali.

La trappola della massima elasticità

Su un tessuto elasticizzato la misura può essere data in due modi: a riposo, o tirata. Le schede oneste dicono quale.

Quando leggi "massima elasticità", come sui Pantaloni Crop in Bengalina Elasticizzata, il numero è il capo tirato al massimo. Nella S/M sono 115 cm di vita e 140 di fianchi, ma quello è il limite fisico del tessuto.

Un capo indossato costantemente alla sua massima elasticità tiene la fibra sempre in tensione, e addosso si sente. Il margine sotto quel numero serve più che mai: quanto, dipende dal capo e da quanto a lungo lo porti, quindi è una prova da fare seduta e non un numero da applicare.

Se la scheda non lo specifica, non è un dato da interpretare: è un dato incompleto. Vale la pena chiedere al negozio in che punto è stata presa la misura e se il capo era tirato. Noi rispondiamo volentieri, e vale per qualunque negozio serio.

Il trucco del capo che hai già

È il modo più rapido di iniziare, e funziona meglio di qualsiasi tabella.

Prendi un capo che possiedi e che ti sta come piace a te. Per un capo di sopra: stendilo in piano, non tirarlo, misura da cucitura a cucitura sotto le maniche e raddoppia. Per un pantalone: misura la vita da un lato all'altro e raddoppia, poi misura la lunghezza da un punto che riconosci, per esempio dal fondo della cintura. Annota i numeri.

Da quel momento hai un riferimento personale che non dipende da nessuna taglia. Quando guardi un capo nuovo, confronti il suo numero con il tuo e sai in anticipo se vestirà più largo o più stretto di quello che già ti piace.

Fallo per tre capi che ti stanno bene, una maglia, una camicia e un pantalone, e hai tre riferimenti che coprono quasi tutto il guardaroba.

Le misure di lunghezza

Le circonferenze dicono se un capo entra. Le lunghezze dicono dove finisce, che è l'altra metà del problema.

L'altezza totale però è un riferimento debole, perché due persone alte uguali possono avere busto e gambe di proporzioni diverse. Il confronto affidabile è con un capo che già possiedi: misura la lunghezza di una gonna che ti cade dove ti piace, dallo stesso punto, e confrontala con i centimetri della scheda. Se un capo riporta due lunghezze, davanti e dietro, ha un fondo sfalsato, e la differenza fra i due numeri dice quanto è marcato.

Perché lo scriviamo su ogni scheda

Non è per burocrazia. È perché un negozio online non ha un camerino, e i centimetri sono la cosa che più ci si avvicina.

La nostra guida alle taglie mette insieme le tabelle, e l'articolo su come scegliere la taglia affronta la stessa questione dal lato del corpo. Se poi preferisci provare, nei punti vendita il metro ce l'abbiamo noi e lo usiamo volentieri: portare un capo che già ti piace e confrontarlo è la cosa che risolve più in fretta.

Domande frequenti

Argomenti

  • Misure del capo steso
  • Come scegliere la taglia
  • Circonferenza fianchi
  • Vestibilità
  • Margine
Martino Menegazzo

Scritto da

Martino Menegazzo

Fotografo e responsabile ecommerce

Fotografo professionista e uno dei figli di Valeria, Martino segue il lato ecommerce e quello creativo di Periodico. Cura le campagne, gli scatti dei capi e tutto quello che del brand vive online. Quando non è in atelier a Signa, è dietro una macchina fotografica.

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