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Pizzo san gallo: cos'è questo ricamo e come si porta
Il pizzo san gallo non è un vero pizzo, ma un ricamo su cotone pieno. Scopri cos'è, perché è perfetto d'estate e come si porta senza esagerare.
Martino Menegazzo· 5 min di lettura

In breve
- Il pizzo san gallo non è un pizzo: è un ricamo forato su cotone pieno, rifinito a punto festone.
- Il nome arriva da San Gallo, città svizzera storicamente capitale del ricamo a macchina.
- È perfetto d'estate perché il cotone respira e i fori aggiungono aria al tessuto.
- Il ricamo dà struttura al cotone: il capo sta su da solo e non si appiccica addosso.
- Si lava a mano o in lavatrice a 30 gradi, delicato, senza mai strizzare il capo.
In negozio la domanda arriva quasi sempre uguale, davanti a un pantagonna o a una camicia con quei piccoli fori regolari: "ma è pizzo?". La risposta è no, ed è il punto di partenza di questo articolo. Il pizzo san gallo non è un pizzo in senso stretto, è un ricamo, e la differenza spiega anche perché funziona così bene d'estate e su forme morbide.
Cos'è il pizzo san gallo
Il pizzo si costruisce intrecciando fili, senza nessuna base di tessuto sotto: è per questo che un centrino o una tenda in pizzo, guardati in controluce, non hanno un "dietro". Il san gallo funziona all'opposto: si parte da un tessuto pieno, quasi sempre cotone, e si ricama sopra un motivo che comprende fori veri e propri, rifiniti a punto festone perché i bordi tengano senza sfilacciarsi. È per questo che in atelier lo chiamiamo ricamo e non pizzo, anche se in negozio il nome che è passato nel linguaggio comune resta "pizzo san gallo".
In francese lo stesso principio si chiama broderie anglaise, in italiano si trova scritto anche tutto attaccato, sangallo. Sono nomi diversi per la stessa tecnica: cotone ricamato con fori traforati, non un intreccio di fili a vuoto.
Da dove viene il nome
San Gallo è una città della Svizzera che dalla seconda metà dell'Ottocento è diventata il centro del ricamo a macchina, esportato in tutta Europa e oltreoceano. È lì che questa lavorazione ha preso piede su scala industriale, ed è da lì che ha preso il nome con cui la conosciamo ancora oggi, un secolo e mezzo dopo, su un pantagonna o su una camicia estiva.
Perché è perfetto per l'estate
Il motivo è semplice ed è tutto nel materiale: il tessuto di riferimento è cotone al 100%, come nella nostra Pantagonna in Cotone San Gallo, con tasche sui fianchi ed elastico in vita per stare comoda tutto il giorno. Il cotone di per sé già respira meglio di una fibra sintetica. Il ricamo forato aggiunge un secondo livello di ventilazione: dove c'è un foro, l'aria passa. Non è un effetto decorativo che sta solo sulla superficie, come una stampa: è aria vera che circola nel tessuto, ed è il motivo per cui il san gallo si sente fresco anche nelle giornate più calde.
Lo stesso principio vale per una Camicia Over Corta con Ricami, a righe e ricami floreali, con collo a coreana e manica a tre quarti: più fori, più aria, capo largo, tre fattori che lavorano insieme.
Perché sta bene sulle forme morbide
Questa è la parte tecnica che si nota solo toccando il tessuto da vicino: il ricamo, oltre a decorare, dà struttura al tessuto. Un cotone liscio, sottile, tende ad ammorbidirsi e ad appiccicarsi addosso nelle ore più calde. Il ricamo san gallo, invece, irrigidisce leggermente la trama, quasi come una trapuntatura fine. Il risultato è che il capo tiene la sua forma da solo, sta staccato dal corpo invece di aderire, e cade con più equilibrio sui fianchi e sul seno. È lo stesso principio che ritroviamo nella Giacca in Cotone Ricamato con Alamari, in mussola di cotone con tasche a toppa: il ricamo dà corpo a un tessuto che altrimenti sarebbe piatto.
Come si porta senza sembrare vestite da cerimonia
Il san gallo ha un'associazione forte con battesimi e comunioni, ma il modo in cui si abbina cambia tutto. La regola pratica: un solo pezzo in san gallo per volta, il resto liscio. Un pantagonna o un pantalone in cotone ricamato stanno benissimo con una maglia a costine tinta unita o una canotta semplice, senza altri ricami o stampe a fare da contorno. Sandali bassi, non da cerimonia, tengono il look sul quotidiano. Se il pezzo è invece una camicia in cotone ricamato, lasciamo che sia lei l'unico elemento decorativo, con pantaloni o gonna in tinta unita sotto.
Ne abbiamo parlato anche nell'articolo su come si abbina il pantagonna: la forma larga e il tessuto ricamato lavorano meglio insieme quando il resto dell'outfit resta minimale.
C'è poi la domanda che sentiamo più spesso al bancone: cosa mettere sotto. Dipende da dove si trova il ricamo. Se i fori sono su punti come il seno o i fianchi, un fondo leggero sotto evita l'effetto trasparenza involontaria, ed è meglio scegliere un tono vicino alla pelle o allo stesso colore del capo, invece del solito bianco a contrasto. Se invece il ricamo è concentrato su una balza al fondo, come nella parte bassa di una gonna o di una manica, spesso non serve nulla in più. Nell'articolo dedicato a quando serve la sottoveste trovate i criteri per scegliere il fondo giusto capo per capo.
Come si lava senza rovinare il ricamo
Il rischio con il san gallo non è lo scolorimento, è che il ricamo si impigli. Fili tirati, cerniere di altri capi, o una strizzata troppo energica possono aprire un punto della rifinitura a festone.
| Fase | Cosa fare |
|---|---|
| Prelavaggio | Capo rovesciato sul dritto, chiudere eventuali bottoni |
| Lavaggio | A mano o in lavatrice, ciclo delicato, 30 gradi, sacchetto per il bucato se in lavatrice |
| Asciugatura | Mai strizzare: si tampona con un asciugamano e si stende ad asciugare piatto |
| Stiratura | Dal rovescio, temperatura media, per non schiacciare il rilievo del ricamo |
Il bianco non è l'unica scelta
Il bianco resta la versione più diffusa perché mette in risalto il traforo, ma il san gallo esiste anche colorato, ed è quello che spesso consigliamo a chi vuole il tessuto ma non l'effetto cerimonia. Se volete vedere i capi dal vivo, capire come cade il tessuto e provare la taglia giusta, trovate la guida taglie sul sito, oppure passate in uno dei nostri punti vendita, dove potete toccare con mano la differenza tra pizzo e ricamo e farvi consigliare l'abbinamento giusto.
Domande frequenti
Argomenti
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- Cura dei capi ricamati

Scritto da
Martino Menegazzo
Fotografo e responsabile ecommerce
Fotografo professionista e uno dei figli di Valeria, Martino segue il lato ecommerce e quello creativo di Periodico. Cura le campagne, gli scatti dei capi e tutto quello che del brand vive online. Quando non è in atelier a Signa, è dietro una macchina fotografica.

