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Moda curvy giovanile: vestirsi come si vuole, non come si deve

Moda curvy giovanile senza i soliti consigli: colori veri, proporzioni che funzionano, capi oversize che non invecchiano. Il punto di vista di un atelier fiorentino.

Martino Menegazzo· 3 min read

Moda curvy giovanile: vestirsi come si vuole, non come si deve

Key takeaways

  • Il problema della moda curvy non è la taglia: è che sopra la 48 l'offerta diventa scura, lunga e triste.
  • Il colore è la scorciatoia più semplice per ringiovanire un look. Il nero non snellisce, spegne.
  • Le proporzioni contano più dei singoli capi: un volume sopra vuole equilibrio sotto, e viceversa.
  • Oversize non significa informe: un capo ampio ben costruito ha più disegno di uno aderente.

C'è una scena che in negozio vediamo da anni: entra una ragazza, taglia 50, e chiede qualcosa "che non sembri di mia zia". Ha già girato tre negozi. Sopra la 48 le proposte erano nere, lunghe, con la fantasia floreale che si dà alle taglie comode come consolazione. Questo articolo è per lei, e per chi cerca su Google "moda curvy giovanile" sperando in una risposta che non sia l'ennesimo elenco di cose da nascondere.

Il problema non è la taglia, è l'offerta

La maggior parte della moda sopra la 48 nasce per sottrazione: prendi un modello disegnato sulla 40, allargalo, scurisci il colore, allunga l'orlo. Il risultato è quel reparto che conosciamo tutte, dove ogni capo sembra chiedere scusa.

Disegnare per un corpo morbido è un altro mestiere. Significa partire da quel corpo: dove cade la spalla, come si muove il tessuto sul fianco, dove serve ampiezza vera e dove serve struttura. In atelier ogni modello lo proviamo su corpi diversi prima di mandarlo in produzione, e la differenza si vede più sulle taglie grandi che su quelle piccole.

Il colore è la leva più facile

Se c'è un consiglio solo da portare a casa, è questo. Il total black non snellisce: appiattisce e invecchia, e sopra i capi ampi diventa un'uniforme. Un bluette, un verde menta, un rosso pieno fanno il lavoro opposto: prendono luce, danno carattere, e comunicano l'unica cosa che rende un look davvero giovane, cioè che chi lo indossa non si sta nascondendo.

Non serve il total look color block. Basta un capo: una maxi maglieria menta sui jeans, una casacca stampata su un pantalone neutro. Il resto del guardaroba nero che hai già si trasforma in sfondo, e va benissimo così.

Le proporzioni contano più dei capi

La regola sartoriale che usiamo di più è anche la più semplice: un volume chiama un equilibrio. Maglia ampia sopra, linea più pulita sotto. Pantalone palazzo sotto, capo più asciutto sopra. Tutto ampio insieme funziona solo se i tessuti sono leggeri e cadono dritti; tutto aderente insieme non lo consigliamo a nessuna, di nessuna taglia.

L'abito a trapezio è il caso di scuola: parte stretto sulle spalle e si apre scendendo. La proporzione ce l'ha già dentro, per questo veste bene corpi diversissimi e per questo ne disegnamo tanti.

Oversize non vuol dire informe

Qui sfatiamo il mito che ci riguarda da vicino. Un capo oversize ben fatto non è un capo grande: è un capo costruito per essere ampio, con le spalle al punto giusto e i volumi decisi a tavolino. Addosso disegna la figura per contrasto, invece di aderirle sopra. È il motivo per cui una ragazza di venticinque anni e sua madre possono comprare lo stesso capo nostro e portarlo in due modi completamente diversi.

La moda curvy giovanile, alla fine, è questo: smettere di vestirsi per correggere qualcosa e ricominciare a vestirsi per piacersi. Se vuoi vedere come la mettiamo in pratica, il catalogo è qui e i negozi a Firenze e Signa sono qua. Porta pure la zia: vestiamo bene anche lei, ma a modo suo.

Frequently asked questions

Topics

  • Moda curvy giovanile
  • Vestibilità oversize
  • Colore
  • Proporzioni
  • Taglie comode
Martino Menegazzo

Written by

Martino Menegazzo

Photographer and ecommerce lead

A professional photographer and one of Valeria's sons, Martino looks after the ecommerce side and the creative side of Periodico. He shoots the campaigns and the garments, and shapes everything the brand shows online. When he is not at the atelier in Signa, he is behind a camera.

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